Il diritto al risarcimento del danno da fatto illecito si prescrive in 5 anni (art. 2947 c.c.); quello derivante dalla circolazione di veicoli in 2 anni. Se il fatto costituisce anche reato e il reato ha una prescrizione più lunga, si applica quest’ultima. Per l’inadempimento di un contratto (ad esempio verso un professionista) il termine ordinario è di 10 anni.
Il danno patrimoniale (spese sostenute e guadagni perduti) e il danno non patrimoniale (art. 2059 c.c.), che comprende il danno biologico alla salute, il danno morale e il danno alla vita di relazione. Per le lesioni da sinistro stradale e da responsabilità sanitaria il danno biologico si liquida secondo tabelle di legge; negli altri casi i tribunali applicano di regola le Tabelle di Milano.
Quando si offende la reputazione di una persona comunicando con più persone in sua assenza (art. 595 c.p.). È aggravata se commessa a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità, come un post o un commento sui social network.
La querela va presentata entro 3 mesi dal giorno in cui si è avuta notizia del fatto. In alternativa o in aggiunta, il risarcimento può essere chiesto con un’azione civile entro 5 anni, anche se non si è presentata querela.
No. Il diritto di cronaca e di critica è legittimo se la notizia è vera (o seriamente verificata), di interesse pubblico ed esposta in forma misurata, senza attacchi personali gratuiti. In mancanza di questi requisiti l’articolo può essere diffamatorio; la persona offesa può anche chiedere la pubblicazione di una rettifica.
L’immagine di una persona non può essere esposta o pubblicata senza il suo consenso, salvo eccezioni come la notorietà o l’interesse pubblico (art. 10 c.c. e legge sul diritto d’autore). Si può chiedere la rimozione, anche in via d’urgenza, e il risarcimento del danno; se la diffusione viola la normativa sulla privacy si può anche presentare reclamo al Garante.
L’ente proprietario o gestore della strada risponde come custode (art. 2051 c.c.) dei danni causati dalla cosa, salvo che provi il caso fortuito. La giurisprudenza, però, riduce o esclude il risarcimento quando la buca era ben visibile ed evitabile con l’ordinaria attenzione.
Fotografare il luogo e la buca (con un riferimento per le dimensioni), raccogliere i nominativi di eventuali testimoni, chiedere l’intervento della Polizia locale e farsi refertare al pronto soccorso. Poi occorre inviare all’ente una richiesta di risarcimento scritta, possibilmente tramite un legale.
Se sono coinvolti due veicoli identificati e assicurati, si applica di regola il risarcimento diretto: la richiesta va inviata alla propria compagnia (art. 149 Codice delle assicurazioni), anche per le lesioni lievi del conducente. Negli altri casi va inviata all’assicurazione del responsabile; il trasportato si rivolge all’assicurazione del veicolo su cui viaggiava.
Sessanta giorni dalla richiesta completa per i soli danni a cose, ridotti a trenta se la constatazione amichevole è firmata da entrambi i conducenti; novanta giorni se ci sono lesioni. Se l’offerta non arriva o è inadeguata, si può agire in giudizio.
Sì. Per il risarcimento dei danni da circolazione di veicoli è obbligatoria la negoziazione assistita tra avvocati, a pena di improcedibilità della domanda.
Il Fondo di garanzia per le vittime della strada, tramite la compagnia designata per la regione in cui è avvenuto il sinistro. Se il veicolo non è identificato, il Fondo risarcisce i danni alla persona e, solo in presenza di lesioni gravi, anche quelli alle cose, con una franchigia.
Il proprietario dell’animale, o chi lo ha in uso in quel momento, risponde dei danni causati dall’animale (art. 2052 c.c.), sia che fosse sotto la sua custodia sia che fosse smarrito o fuggito. Si libera solo provando il caso fortuito, ad esempio il comportamento imprevedibile del danneggiato.
Risponde l’ente che per legge regionale ha il compito di controllare il randagismo (Comune o Azienda sanitaria), ma in questo caso il danneggiato deve provare una condotta colposa dell’ente, come l’omessa cattura o vigilanza.
Il proprietario dell’edificio, o il condominio per le parti comuni, risponde dei danni causati dalla rovina dell’edificio o di sue parti (art. 2053 c.c.), salvo che provi che il crollo non è dovuto a difetto di manutenzione o a vizio di costruzione.
Sì. Per i gravi difetti, il pericolo di rovina o la rovina dell’edificio l’appaltatore risponde per dieci anni dal compimento dell’opera (art. 1669 c.c.); il vizio va denunciato entro un anno dalla scoperta e l’azione proposta entro un anno dalla denuncia.
Sì. Datori di lavoro e committenti rispondono dei danni arrecati dal fatto illecito dei loro dipendenti nell’esercizio delle mansioni affidate (art. 2049 c.c.). È sufficiente che le mansioni abbiano reso possibile o agevolato il fatto dannoso.
Rispondono dei danni causati dai figli minori che abitano con loro (art. 2048 c.c.), salvo che provino di non aver potuto impedire il fatto. La prova è difficile: occorre dimostrare di aver impartito un’educazione adeguata e di aver esercitato una vigilanza proporzionata all’età del figlio.
Per il tempo in cui l’alunno è affidato alla scuola rispondono l’istituto e gli insegnanti, salvo che provino di non aver potuto impedire il fatto. Nelle scuole statali l’azione si propone contro il Ministero, non contro il singolo docente.
Di regola contro la struttura sanitaria, pubblica o privata, che risponde a titolo contrattuale con prescrizione di 10 anni (L. 24/2017). Il medico dipendente risponde invece a titolo extracontrattuale, con prescrizione di 5 anni e un onere della prova più gravoso per il paziente.
È obbligatorio, a scelta, un accertamento tecnico preventivo (art. 696-bis c.p.c.), in cui un consulente nominato dal giudice valuta il caso, oppure la mediazione. Conviene raccogliere prima tutta la cartella clinica e farla esaminare da un medico legale.
Quando l’errore è frutto di negligenza (ad esempio un termine scaduto o un adempimento omesso) e il cliente dimostra che, con una condotta diligente, avrebbe ottenuto con ragionevole probabilità un risultato migliore. Non basta il solo esito negativo della pratica.
Sì. Il notaio deve svolgere le visure ipotecarie e catastali e informare le parti dei rischi dell’atto; se omette questi controlli senza esserne espressamente dispensato, risponde dei danni subiti dall’acquirente.
Se i servizi del pacchetto turistico non sono conformi al contratto, si può chiedere la riduzione del prezzo e il risarcimento, compreso il danno da vacanza rovinata per il tempo inutilmente trascorso (Codice del turismo, D.Lgs. 79/2011). Il difetto va segnalato senza ritardo durante il viaggio, così da consentire all’organizzatore di porvi rimedio.
L’organizzatore del pacchetto risponde dell’esecuzione di tutti i servizi, anche se forniti da terzi (albergo, trasporti). L’agenzia venditrice risponde per gli errori di prenotazione e per gli obblighi di informazione che le competono.
